ESG nelle PMI: un percorso strategico, non solo normativo

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Negli ultimi anni, il tema della sostenibilità è passato da elemento accessorio a leva
strategica per le imprese. La nuova Informativa IRS n. 11 del Consiglio Nazionale dei Dottori
Commercialisti, pubblicata a gennaio 2025, offre un quadro chiaro e operativo su come le
piccole e medie imprese (PMI) possano implementare i fattori ESG in modo efficace,
autentico e graduale.
Un processo articolato in tre fasi:
La guida sottolinea che l’implementazione dei fattori ESG non si limita alla redazione della
relazione di sostenibilità, ma è il risultato di un processo più ampio e strutturato, che si
articola in tre fasi fondamentali:

  1. Analisi del contesto aziendale: è il momento in cui l’impresa valuta la propria
    consapevolezza sui temi della sostenibilità, analizza governance, impatto ambientale,
    contesto sociale e filiera. Il ruolo della governance è centrale: senza il coinvolgimento dei
    vertici, il percorso ESG rischia di restare sulla carta.
  2. Definizione degli obiettivi e piano d’azione ESG: in questa fase operativa si individuano i
    temi materiali attraverso l’analisi di doppia materialità (impatto e rilevanza finanziaria), si
    definiscono strategie, KPI misurabili, azioni concrete e tempistiche. L’obiettivo è integrare i
    valori ESG nel modello di business.
  3. Rendicontazione e comunicazione: la relazione di sostenibilità rappresenta il punto di
    arrivo del percorso e uno strumento trasparente di comunicazione verso gli stakeholder.
    Anche se le PMI non quotate non sono obbligate alla rendicontazione dalla Direttiva CSRD,
    sono spesso coinvolte indirettamente dalla filiera o da istituti finanziari. Adottare
    volontariamente standard come GRI o VSME-ESRS può rafforzare la reputazione e la
    competitività.
    Il valore del monitoraggio
    Il documento pone attenzione sull’importanza del monitoraggio continuo delle performance
    ESG attraverso KPI, strumenti digitali, audit e aggiornamento costante degli obiettivi. Solo
    così l’impresa può dimostrare un impegno autentico e adattarsi tempestivamente a
    cambiamenti normativi e di mercato.
    Il ruolo strategico del Dottore Commercialista
    Il Dottore Commercialista assume un ruolo chiave nel supportare le imprese in questo
    percorso, non solo per la redazione della rendicontazione, ma soprattutto nella fase di
    impostazione del processo ESG. Grazie alla sua competenza trasversale, può:
  • guidare l’impresa nella scelta del percorso più adatto alla propria maturità organizzativa;
  • integrare il piano ESG nella strategia aziendale;
  • favorire una cultura aziendale della sostenibilità;
  • supportare la gestione dei rischi finanziari e non finanziari.
    Conclusioni
    L’implementazione dei fattori ESG rappresenta un investimento sul futuro dell’impresa. Non
    è solo un adempimento normativo, ma un’occasione per innovare, rafforzare la reputazione
    aziendale, migliorare l’accesso al credito e costruire valore sostenibile. Il supporto del
    Dottore Commercialista in questo processo diventa quindi un vantaggio competitivo, oltre
    che un presidio di competenza e responsabilità.

Fano, 10 maggio 2025

Dott. Carmine Riggioni

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